coronavirus

2) Quale tipo di soggiorno cercheranno i clienti?


Soggiorni lunghi o corti? Come cambieranno rispetto a “prima”?

Analizziamo quello che è cambiato nel nostro stile di vita e vediamo come questo influirà sul tipo di soggiorno.

Ma prima una precisazione necessaria dopo le domande che ci sono pervenute: i cambiamenti di cui parliamo in questi Post e le necessità di cambiare il modo di ospitare sono una tendenza. Quindi il fatto di non adeguarsi subito non vorrà dire che non si lavorerà più, ma che probabilmente si perderanno delle opportunità che diventeranno decisive con il tempo. Quindi adattarsi velocemente potrebbe addirittura dare prospettive migliori di occupazione rispetto al passato. Ora torniamo all’argomento:

Durante l’epidemia abbiamo imparato a lavorare da casa. Ci siamo resi conto che è possibile lavorare anche “fuori ufficio”. Questo, anche se non immediatamente, ci renderà molto più “flessibili” nelle scelte che riguardano i “periodi” e la “durata delle vacanze”.

Infatti in molti casi potremo tranquillamente lavorare anche in vacanza e questo ci permetterà di fare vacanze più lunghe e praticamente in qualsiasi periodo dell’anno. Sempre per questo motivo, potremmo anche ipotizzare di poter fare anche “più vacanze”. Non solo per più giorni ma anche più volte nell’arco dell’anno.

Questa è una bella notizia ma presuppone dei cambiamenti.

Il primo di questi cambiamenti è “aumentare la flessibilità della durata e dei giorni in cui è possibile arrivare e partire“. Era un cambiamento già in atto soprattutto per la questione dei voli e dei prezzi più convenienti al di fuori del Sabato. Ma ora diventa ancor più evidente e pressante.

Questo significa porre meno vincoli, dare la possibilità di arrivo e partenza in qualsiasi giorno della settimana, dove anche la coppia e il gruppo di amici avranno meno vincoli temporali. Con il fatto che sarà possibile “lavorare” anche in vacanza, ci sarà molta più flessibilità da parte del Cliente.

Si potranno creare dei “giorni vuoti” fra un soggiorno e l’altro per riempire i quali occorrerà creare prontamente delle offerte Lastminute o comunque con regole diverse (ad es. eccezioni ai soggiorni minimi). Anche le pulizie finali dovranno essere riorganizzate di conseguenza. Se non più spesso, sicuramente anche in giorni diversi dal canonico “Sabato”.

Il secondo cambiamento è l’esigenza di avere una connessione internet affidabile e di “vera” banda larga. I clienti chiederanno specifiche garanzie in tal senso. Se “prima” serviva ai figli per scaricare giochi e film, domani servirà ai genitori per poter Lavorare! Si sacrificheranno alcune ore di vacanza, proprio per avere la possibilità di fare più vacanze. O per lo meno per poter stare tutti insieme per più tempo: un miglioramento della qualità di vita!

Per una obiettiva difficoltà di movimento dovuta allo stop o ai rischi connessi agli spostamenti in aereo o treno, è’ ipotizzabile che ci sia una richiesta maggiore per i “soggiorni di media/lunga durata” e occorrerà offrire dei prezzi diversi dai soggiorni più brevi.

Il terzo cambiamento è conseguenza diretta “dell’Aumento delle Rigidità delle Regole di Convivenza Sociale“. Questo imporrà una programmazione anticipata di tutte le attività collaterali che fino a ieri il turista decideva in loco e/o all’ultimo momento. Penso alle attività collaterali all’alloggio quali: ristoranti, visite guidate, musei, corsi di cucina ecc.

Quindi occorre prevedere che al cliente venga offerta, già durante la fase di prenotazione, la possibilità di prenotare tutte le attività che gli interessano.

Questo significa un approccio diverso non solo nell’organizzazione dell’accoglienza ma anche nella fase della riservazione. Occorre investire tempo nella ricerca prima e nella consulenza dopo. L’aumento del lavoro sarà consistente, ma nel medio-lungo termine la prenotazione delle attività e la loro offerta sarà importante tanto quanto quella dell’alloggio stesso.

L’aumento della flessibilità e l’offerta di attività collaterali aumenterà e complicherà considerevolmente il lavoro.

Per essere più chiari: i Proprietari che fino a ieri offrivano i loro alloggi come “attività collaterale” domani non potranno ancora pensare che basti creare un annuncio su Airbnb e aspettare che entrino le prenotazioni come prima!

dal Corriere della Sera del 27 Marzo 2020 di Alice Scaglioni:

È difficile immaginare un ritorno al turismo di massa che si spingerà di nuovo così lontano, ma ci sarà invece una riscoperta dell’Italia e dei luoghi facilmente raggiungibili in macchina». Per Daveri poi, potrebbe cambiare anche il tipo di viaggio effettuato, non solo la meta. «Magari nasceranno aziende che offrono pacchetti sempre più completi,concedendo meno libertà alle persone al momento del viaggio». Il punto, però, rimane sempre quello dei costi: offrire un servizio individualizzato costa di più, e proporlo a milioni di persone sarà una sfida con cui bisognerà confrontarsi.

In attesa di risentirci a breve con un altro nuovo Post riguardo quel che sarà della nostra attività “dopo il Corona Virus”, invito ancora a contattarmi quando volete per scambiarci opinioni ed idee: cellulare dall’Italia: +39 351 51 03 744, dalla Svizzera: +41 77 428 44 18, email: daniele@dotholiday.ch



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